MINERVINO MURGE

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Secondo la leggenda il nome della cittÓ risale al tempo della battaglia di Canne, quando un soldato romano spos˛ una pastorella nel tempio di Minerva.

Nel corso del III secolo a.C l'insediamento venne abbandonato, forse a causa dell'arrivo dei Romani in quest'area e ai vari eventi bellici che la interessarono, in particolare alla battaglia di Canne nel 216 a.C. contro gli invasori cartaginesi.

I feudatari che si avvicendarono furono molti a causa della povertÓ del feudo e dei torbidi politici. 

Nel 1508, fu concessa dal Re Ferdinando il Cattolico ad Onorato Gaetano d'Aragona conte di Fondi e duca di Troietto, il quale lo rivendette nel 1520 a Paolo Tolosa con regio assenso del 1523. 

Nel 1598 cadde in potere della famiglia Del Tufo; nel 1611 per sfuggire ai creditori Mario Del Tufo organizz˛ una falsa vendita del feudo alla moglie per 50.000 ducati.

Ma tale manovra non riuscý e ad istanza dei creditori dei Del Tufo, Minervino fu subastata dal Sacro Consiglio e comprata nel 1619 da Porzia Carafa, moglie di Francesco Pignatelli marchese di Spinazzola e Lavello. 

Nel 1639, la marchesa don˛ il feudo al suo figlio primogenito Marzio Pignatelli. Nel 1674 fu acquistata dal duca di Calabritto Vincenzo Tuttavilla. 

L'ultimo duca, essendo stata abolito il feudalesimo nel 1806 dai Francesi, fu Tommaso, la cui figlia nel 1819 spos˛ l'Avv. 

A questa famiglia and˛ il patrimonio dei Calabritto, compresa la parte burgensatica del Castello, che successivamente fu venduta al Comune per essere adibita a sede della Casa Comunale e di altri Uffici. 

Il simbolo del giacobinismo, l'albero della libertÓ, fu issato in Largo Concezione divenuto poi Piazza Bovio.

Col ristabilirsi dell'autoritÓ borbonica furono incarcerati fino al 1801 nel carcere di Barletta tutti gli esponenti giacobini minervinesi giÓ citati in precedenza. 

Nel 1818, Minervino fu privata della sede vescovile a causa probabilmente del clima di discordia creatosi dopo anni di guerre e lutti. 

Dal 1860 al 1863 in Puglia e in Basilicata si ebbe il fenomeno del banditismo, i cui capi furono visti come liberatori della povera gente contro l'esercito piemontese e la classe dei ricchi latifondisti borbonici riciclatisi come sostenitori del nuovo stato unitario. 

Agli inizi del Novecento la popolazione di Minervino Murge contava 17.385 abitanti nel censimento del 1901, 19.340 nel 1911 per arrivare ai 24.000 abitanti alla vigilia della seconda guerra mondiale. 

Nel secondo dopoguerra, con l'abbandono dell'agricoltura, anche Minervino fece i conti con un'emigrazione di massa, che port˛ la popolazione dai 18.000 abitanti del 1978 agli odierni 10.000, calo demografico che ha inserito Minervino Murge nella fascia dei comuni baresi a rischio di estinzione insieme a Poggiorsini e Grumo Appula, secondo l'indagine statistica dell'Istituto CRESME, pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 19/4/2002.